Istituto Comprensivo Capriati a Volturno (CE)


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Capriati a Volturno

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Riportiamo, qui di seguito, alcune notizie di carattere generale su Capriati a Volturno, tratte dall'opuscolo "Ambiente e vita" realizzato dagli alunni della Scuola Primaria nell'ambito del progetto "IO E L'AMBIENTE" - A.S.2002/2003.



Aspetto geografico

Capriati a Volturno, piccolo centro mandamentale della provincia di Caserta posto a confine con la regione Molise, sorge alle falde della catena montuosa del Matese, a ca.290 m. s.l.m.
Nel corso dei secoli, il nome ha subito delle variazioni: il più antico è
" Crapiata"; aggiunse "al Volturno" nel gennaio del 1863, dopo l'unificazione d'Italia, quando il Ministro degli Interni avvertì disguidi e confusioni ed emanò un'ordinanza ai Prefetti i quali invitarono le Amministrazioni Comunali ad aggiungere qualche distinzione.
Il circondario è quanto mai vasto: ad ovest si vede Venafro adagiata ai piedi del monte Santa Croce e immersa in estesi oliveti; a nord-ovest si innalzano i monti delle Mainarde, con la cima del monte Mare, per vari mesi dell'anno ricoperta di neve; a nord il monte Santa Crocella alle cui falde sorge Capriati, facente parte del massiccio matesino; ad est ancora le vette del Matese; a sud la lunga collina di Ciorlano che forma col Matese una vera e propria insenatura verso il Molise, confinante con la pianura di Venafro.
A rendere suggestivo il paesaggio vi è il lago Tramonto, costruito dall'ENEL nel 1966, con una centrale idroelettrica fino a qualche anno fa una delle più moderne d'Europa.




Il paese, dominato dalla Torre medioevale e dai resti del Castello, è, fisicamente, tutto unito ad eccezione di poche case sparse per la campagna, dove abitano alcuni contadini, e di un insediamento, di una ventina di abitazioni, che sorge a circa quattro Km. dal paese, in località "Sterpaia".
La flora è rappresentata da boschi in cui vegetano una varietà di piante: carpini, querce, ormelli... Predominante è la coltivazione degli ulivi, spesso associati a viti. La pianura si presta ad ogni tipo di coltivazioni: cereali, ortaggi, frumento...
Varia è anche la fauna: vi sono, nei boschi, cinghiali, volpi, fagiani, lepri, lupi oltre alla fauna comune.
Di notevole interesse paesaggistico sono il Pianellone, la Crocella, il Monte Castellone, il Cantagallo.




Aspetto storico

E' difficile risalire all'epoca in cui sorse il paese nel territorio dei Sanniti Pentri, popolazione bellicosa che ebbe come sua capitale Bovianum e città importante Aesernia.
Indicazioni verosimili sulle origini di Capriati a Volturno risalgono all'anno 448 a.C. quando dal console Tiberio Minucio fu costruita la via Minucia; il luogo preciso dove sorgeva Capriati è da collocare in località "
Sterpaia", a ca. 4 Km. dall'attuale centro abitato ed in posizione ovest rispetto ad esso.
Nel Medioevo, l'embrione dell'attuale paese ebbe a formarsi intorno al castello. Sorse, così, la denominazione
Capriata, forse dovuta all'abbondanza di capre e caprioli.
La prima notizia certa sul borgo risale all'881, quando
Capriata era divisa in due quartieri appartenenti l'uno alla Chiesa di S. Pietro di Isernia e l'altro al monastero di S. Vincenzo al Volturno. Dal 979 passò ai benedettini di Montecassino nel cui patrimonio rimase fino al 1290.
Nella seconda metà del secolo XII era signore il cavaliere normanno Novellone De Buchon. Nel 1294, sotto Carlo, il signore della zona era Filippo di Villacoublai , a cui successe la vedova Margherita di San Giorgio.
Notizie certe legano la storia di
Capriata alle vicende della famiglia Pandone, conti di Venafro e signori di molte terre : essi l'ebbero in feudo dal 1450 al 1528, quando passò nelle mani della famiglia Lannoi.
Tra il 1645 e il 1653 la Baronia di Capriati fu venduta dai Carafa a Francesco II Gaetani d'Aragona, quarto Duca di Laurenzana: iniziò, così, il possesso dei Gaetani d'Aragona che si protrasse fino al 1806 con l'abolizione della feudalità.
L'antico nome di
Capriata rimase fino al 1863 quando divenne, ufficialmente, Capriati a Volturno.
Le vicende del paese, dopo l'Unità d'Italia, sono state caratterizzate da miseria e da fenomeni di massiccia emigrazione verso l'America e i Paesi del centro-Europa.
Con l'avvento del fascismo e con l'abolizione, nel 1927, della provincia di Caserta, Capriati fu aggregata alla provincia di Campobasso, ma nel dopoguerra, con la ricostituzione della provincia di Caserta, ritornò di nuovo a far parte di quest'ultima.
Dagli anni Sessanta il paese ha avuto un notevole incremento edilizio legato ad un forte sviluppo economico.
Di notevole interesse artistico sono:
- il
Ponte Latone, di cui restano solo due pilastri in discreto stato di conservazione e una cappella annessa risalente, però, ad un periodo successivo;
- la
Cinta Fortificata, in località "Sterpaia";
- i ruderi del
Convento di S. Tomeo, formati da un campanile e da una piccola cappella;
- il
Palazzo Pandone, di origine quattrocentesca, che presenta una porta gotica con lo stemma dei Pandone ed un portale sovrastato da un bel fastigio gotico catalano.

Aspetto socio - economico

Gran parte del territorio capriatese è coltivato ad opera di numerose aziende agricole costituite, prevalentemente, da persone anziane.
La zona pianeggiante, limitrofa al Volturno e al Sava, è coltivata a cereali, ortaggi, vigneti e frutteti vari. La fascia collinare e pedemontana è occupata da splendidi uliveti, anche secolari, che danno un olio leggero e profumato. I prodotti dell'agricoltura soddisfano appena le esigenze locali e, in genere, non sono soggette alla vendita.
La società capriatese, fino agli anni Sessanta quasi tutta contadina e dedita alla pastorizia, si è trasformata in una società eterogenea in cui si sono affermate altre categorie di lavoratori quali operai, commercianti, impiegati, artigiani, imprenditori edili e professionisti vari. Il tasso di scolarizzazione è cresciuto notevolmente e la maggior parte dei giovani è diplomata o laureata. La disoccupazione giovanile, pur rimanendo su livelli elevati, da qualche tempo è in diminuzione.

Edifici civili

Il Comune è sede di numerosi uffici e servizi anche sovraccomunali quali: Giudice di Pace (ex Pretura), Distretto Sanitario, Direzione Didattica, Scuola Materna, Scuola Elementare, Scuola Media, Biblioteca Comunale, Caserma dei Carabinieri, Ufficio Postale.

Edifici religiosi

Centri di culto religioso sono:
- la chiesa arcipretale di Santa Maria delle Grazie;
- la cappella di S. Rocco;
- la cappelle di S. Francesco;
- la cappella di S. Maria del Piano.

Associazioni e centri culturali

Diverse sono le associazioni culturali e sportive, tra le quali la Pro - Loco, il circolo "Mondo migliore", il C.I.F., l'APASCA, l'ANSPI, Promozione e sviluppo sociale, Associazione Nazionale Carabinieri, Federazione G.S. capriatese, società sportiva calcio, campo da tennis, campo polivalente: basket - pallavolo - calcetto, pista di atletica.

Luoghi da visitare




- Il borgo medievale;
l'Oasi "Le Mortine";
la Centrale idroelettrica.

Tradizioni e folklore

Numerosi sono gli appuntamenti con le tradizioni ed il folklore locale.
Tra i principali ricordiamo quelli che coinvolgono maggiormente la popolazione: il Presepe Vivente, la Via Crucis Vivente, il Carnevale, il Falò di Pasqua in piazza Roma ed i fuochi dell'Ottava nei diversi rioni, la festa popolare del primo maggio sul monte "Santa Crocella", la sagra del vino, la sagra della frittata, la Fiera di S. Cecilia (21 - 22 novembre) e S. Tommaso (20 - 21 dicembre), i festeggiamenti in onore di S. Rocco Protettore dal 14 al 18 agosto, festa di S. Antonio (13 giugno), le processioni serali del Corpus Domii e dell'Assunta (15 agosto).

Gastronomia

Numerosi sono i piatti tipici a base di prodotti locali. Tra i tanti, menzioniamo quelli che più esaltano le bontà della cucina casereccia:
-
"calascioni" (pizzette di verdura), frittata di Pasqua, lasagna con i ceci, polenta, "frattaccio" (polenta rustica), "turciniegli" (pizzette di pasta lievitata), tortiglione, polenta e salsiccia, pollo imbottito, ciambellone, struffoli, chiacchiere, biscotti secchi, "scauratiegl" (pasta fritta precotta); pastiera di riso, torta con la crema, biscotti con le uova e all'olio, "friselline" (biscotti secchi con noci e mandorle).





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